Anteprima delle Notizie Fash n. 37 del 19.10.2017

pubblicato in: Comunicazioni dall'Associazione | 0

Sanzioni in caso di omessa sorveglianza sanitaria dei lavoratori: le indicazioni operative dell’INL

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro é intervenuto in materia di sorveglianza sanitaria, fornendo precise indicazioni operative sul regime sanzionatorio applicabile al fine di uniformare i comportamenti sul territorio.

Nello specifico, in presenza di una triplice fattispecie normativa sul tema, l’INL precisa che la sanzione applicabile in caso di omessa sorveglianza sanitaria sia quella riconducibile alla violazione dell’obbligo sancito dai seguenti articoli del d.lgs. n. 81/2008:

  • art. 18 comma 1 lettera c): nei casi in cui si debba valutare lo stato di salute del lavoratore, al fine dell’affidamento dei compiti specifici, che non dipendono dai rischi presenti nell’ambiente di lavoro, ma dalla capacità del lavoratore stesso di svolgerli (es. lavori in quota, lavori in sotterraneo o in ambienti chiusi in genere, lavori subacquei, ecc.);
  • art 18 comma 1 lettera g): in tutti i casi in cui la normativa vigente prevede l’obbligo della sorveglianza sanitaria;
  • art. 18 comma 1 lettera bb): nei casi in cui nei confronti del lavoratore soggetto a sorveglianza sanitaria (pur essendo stato sottoposto a visita, esami clinici e biologici e indagini diagnostiche), non sia stato ancora espresso il giudizio di idoneità ed in sede ispettiva si riscontri che lo stesso sia adibito a quella specifica mansione; in questo caso risulta evidente il difetto di vigilanza del datore di lavoro o del dirigente.

L’accertamento delle violazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro deve avvenire “nel rispetto delle competenze in tema di vigilanza”: qualora l’omessa sorveglianza sanitaria sia riscontrata in settori diversi dall’edilizia, gli ispettori del lavoro devono comunicare la notizia di reato all’Autorità Giudiziaria ai sensi dell’art. 347 del c.p.p.

Fonte: Circ. INL 12 ottobre 2017, prot. n. 3

 

Inail: unioni civili e prestazioni Inail

L’Inail fornisce le indicazioni operative sull’applicazione della normativa per la  regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze. Equiparando le parti dell’unione civile ai coniugi, l’art.1 della legge 20 maggio 2016 n.76 determina l’applicazione automatica alle parti delle norme riguardanti i diritti alle prestazioni economiche erogate dall’Inail, precedentemente riservate solo ai coniugi.

Ne consegue che all’unito civilmente siano riconosciute:

  • . la rendita ai superstiti di cui all’articolo 85 del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124;
  • . la quota integrativa alla rendita ex art. 77 del sopracitato decreto;
  • . la prestazione aggiuntiva alla rendita per patologie asbesto-correlate per esposizione all’amianto di cui alla legge 24 dicembre 2007, n. 244 (finanziaria 2008);
  • . lo speciale assegno continuativo mensile di cui alla legge 5 maggio 1976, n. 248;
  • . l’assegno una tantum (cd assegno funerario o assegno di morte) ex art. 85 del sopracitato decreto;
  • . la prestazione del Fondo di sostegno per i familiari delle vittime di gravi infortuni sul lavoro di cui alla legge 27 dicembre 2006, n. 296;
  • . la prestazione una tantum di cui alla legge di stabilità 20163.

A differenza dell’unito civilmente, il convivente di fatto, mancando una disposizione normativa che equipari lo status di coniuge e convivente di fatto, non può essere ritenuto beneficiario delle prestazioni economiche erogate dall’Inail.

Si ricorda, infine che le prestazioni economiche spettanti all’unito civilmente sono riconosciute dal 5 giugno 2016.

Fonte:  Circ. Inail 13 ottobre 2017, n. 45

 

Inail: comunicazione di infortuni di almeno un giorno – istruzioni

Al fine di adempiere al nuovo obbligo di legge, a decorrere dal 12 ottobre 2017, l’Inail rende disponibile ai datori di lavoro e ai loro intermediari il nuovo servizio telematico “Comunicazione di infortunio” con il quale nviare, per fini statistici e informativi, la comunicazione di infortunio occorso ai propri dipendenti nonché ai soggetti a essi equiparati.

Qualora per eccezionali e comprovati problemi tecnici non fosse possibile l’inserimento on line delle comunicazioni di infortunio, le stesse dovranno essere inviate esclusivamente tramite posta elettronica certificata , utilizzando il modello scaricabile sul portale dell’Inail, alla casella di posta elettronica certificata della competente Sede locale dell’Inail, individuata rispetto al domicilio dell’infortunato e allegando la copia della schermata di errore restituita dal sistema e ostativa all’adempimento in argomento.

Nel caso in cui la prognosi oggetto di “Comunicazione di infortunio” si prolunghi oltre i tre giorni, permane l’obbligo di inoltrare, ai fini assicurativi, la “Denuncia/comunicazione d’infortunio”.

Per semplificare tale adempimento, sarà possibile entrare nel menù dell’applicativo “Comunicazione di infortunio” e, accedendo alla funzione “Comunicazioni inviate”, ricercare la comunicazione inoltrata e  utilizzare la funzione “Converti in denuncia” in corrispondenza della comunicazione da integrare con le informazioni necessarie all’invio della “Denuncia/comunicazione d’infortunio.

Il mancato rispetto dei termini previsti per l’invio della comunicazione d’infortunio di un solo giorno a fini statistici e informativi determina l’applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria da 548,00 a 1972,80 euro di cui all’articolo 55, comma 5, lettera h) del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81.

Obblighi del lavoratore

L’Istituto assicuratore, infine, ricorda che il lavoratore, in caso di infortunio, deve fornire al datore di lavoro i riferimenti del certificato medico, ovvero il numero identificativo, la data di rilascio e  i giorni di prognosi indicati nel certificato stesso. In tal modo potrà assolvere all’obbligo di dare immediata notizia al datore di lavoro di qualsiasi infortunio, anche di lieve entità. Nel caso in cui il lavoratore non disponga del numero identificativo del certificato, dovrà fornire al datore di lavoro il certificato medico in forma cartacea

Certificato medico

Viene ribadito che dal 22 marzo 2016 tutti i datori di lavoro sono esonerati dall’obbligo di trasmettere all’Inail il certificato medico di infortunio o di malattia professionale, in quanto questa viene acquisito per via telematica dall’Istituto dal medico/struttura sanitaria. Resta fermo per il datore di lavoro l’obbligo di trasmettere la “Comunicazione di infortunio” entro i termini previsti dalla norma.

Fonte:  Circ. Inail   12 ottobre 2017, n. 42

 

 

Informazioni presenti nel n. 37 delle notizie flash in uscita il 19.10.2017

Le notizie flash sono un informatore settimanale gratuito per gli associati ANCL U.P. di Milano